Gian Francesco Malipiero

Il Concerto per violoncello e orchestra datato 28 ottobre 1937 è un’opera massonica.
La battuta 53 è l’inizio di tutto il ragionamento quivi presentato e articolato sotto il profilo storico,
politico, geografico, compositivo, formale e gematrico: in essa Gian Francesco Malipiero disegna la
prima della trentaquattro croci presenti nella composizione. La figura retorico-musicale della Croce
ha origini antichissime e venne utilizzata da compositori come Bach, Mozart e anche Malipiero per
dare alla loro musica un significato altro: scrivere Musica non significa solo comporre seguendo
l’ispirazione del momento (come dicevano i romantici), ma è un’azione molto più complessa che
segue le antiche regole dell’ermetismo alchemico di Christian Rosenkreutz.
La Musica, se costruita adeguatemene, può trasformarsi in un insieme matematico di sequenze
cifrate all’apparenza indecifrabili oppure, se andiamo ancor più in profondità, diventa una
successione logica e finita di Antichi Simboli.
La tesi Le Croci di Malipiero si prefigge l’obiettivo di spiegare ed analizzare i messaggi cifrati che
Malipiero ha voluto tramandarci e di collocarlo nell’Olimpo dei grandi Compositori della Storia
della Musica marchiata con il simbolo della Rosa-Croce

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